ADOLESCENTE, FAMIGLIA E DEPRESSIONE

ADOLESCENTE, FAMIGLIA E DEPRESSIONE

ADOLESCENTE, FAMIGLIA E DEPRESSIONE

Conoscere quale è il filtro con cui un ragazzo reagisce ad eventi negativi può aiutarli a dare il giusto peso a reazioni che altrimenti potrebbero essere sovrastimate o sottovalutate per quel che concerne il rischio di depressione.
E’ fondamentale ricordare che l’adolescente non solo non parla per dar voce ai propri malesseri, ma come il bambino può somatizzarli oppure, secondo l’ambivalenza della propria età, nasconderli dietro atteggiamenti contraddittori o diametralmente opposti ai suoi reali bisogni e sentimenti.
Non dimentichiamo quanto sia estremamente importante distinguere tra quella depressione transitoria, legata ai processi di crescita, e situazioni più gravi e potenzialmente rischiose. Differenziazione divenuta oggi ancor più complessa per i genitori a causa della centralità, eccessiva, data al figlio adolescente tanto che si è più disposti a favorire dipendenza e protezione piuttosto che ascolto, protettività ed autonomia.
Possiamo accettare che nostro figlio possa non essere felice? Possiamo permettere a nostro figlio di non essere felice, senza farlo sentire in colpa, perché non ci concede la “certificazione di qualità” come genitori? Ciò che appare oggi è che se un ragazzo non è felice ciò dipende da come il genitori assolve a questo compito. Ma siamo certi che questo sia il compito dei genitori, o forse il vero compito è crescere il proprio figlio nel rispetto di valori sulla base dei quali egli potrà scegliere di essere felice?
Deve essere il figlio l’artefice della propria gioia, del proprio successo, tutte cose che potranno verificarsi tanto più egli sarà capace di soffrire e conquistare la propria autonomia.
Genitori e figli, spesso, rischiano di diventare complici nel negare la tristezza del figlio, semplicemente perché i genitori sono i primi a non poterla tollerare. Scattano così dinamiche relazionali poco equilibrate dalle quali diventa complicato uscire. I figli così non potranno che sentirsi profondamente inutili e soli, poiché non vengono riconosciuti per ciò che sono diventati ma continuano ad essere visti e percepiti come bambini, nati unicamente per ricevere senza la possibilità di dare qualcosa in cambio.
Come è evidente e noto, la famiglia gioca un ruolo fondamentale nella crescita del ragazzo e soprattutto gioca una funzione importantissima per quel che riguarda l’accettazione del dolore e della frustrazione proprie dell’adolescente e che egli deve imparare a tollerare.

tratto da: “Storie di adolescenza. Esperienze di terapia famigliare”. Andolfi M., Mascellani A.
Raffaello Cortina Editore

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Giorgia Manilla

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